Perché nessuno riesce a risolvere l’enigma degli sguardi L’enigma degli sguardi ha mandato in cortocircuito diversi professori universitari, eppure è molto facile. Scopriamo insieme di cosa si tratta

L’enigma degli sguardi è stato inventato da un professore d’informatica canadese e proposto da Alex Bellos, un matematico che tiene una propria rubrica sul giornale The Guardian. I lettori che lo seguono sono persone di tutto rispetto: si parla di professori universitari, conoscitori della logica e appassionati della matematica . Conscio della sua audience, Bellos ha presentato online un semplice (a prima vista) enigma, che però è riuscito a mandare fuori strada diversi scienziati di grande esperienza. Parlandone, Bellos ha specificato che più dell’80% di personesbaglia l’indovinello e che dal suo pubblico si aspetta la risposta corretta.

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E invece, l’enigma degli sguardi è stato toppato dal circa 75% dei suoi lettori. Più di 140.000 hanno risposto all’indovinello in maniera sbagliata. Strano, no? Eppure l’indovinello sembra semplicissimo:
“Jack guarda Anna, e Anna guarda George. Jack è sposato, George no. Una persona sposata guarda una persona non sposata?
Risposta a: Sì.

Risposta b: No.

Risposta c: Non possiamo saperlo.”
Ovviamente non vi è il solito triangolo logico in cui gettarsi per capire la risposta, e questa sembra istintiva. Ciononostante, quasi tutti scelgono la risposta C. Il motivo principale della cosa è dovuto al fatto che leggendo la domanda sorge l’illusione di non possedere abbastanza informazioni per conoscere la risposta esatta, che è la A. Ovvio, che sia la A, del resto, no?

L’inganno dell’enigma degli sguardi deriva dal fatto che il nostro cervello si concentra non solo sulla prima parte dell’indovinello, ma anche sulla seconda metà. Inoltre sorgono molti dubbi su Anna: è sposata, oppure no? In realtà questo non fa alcuna differenza. Indipendentemente se Anna sia sposata o meno, c’è comunque sempre una persona sposata che guarda una non sposata. Ammettendo il caso che Anna sia sposata, sarà lei a guardare George, non sposato. Prendendo invece per vera l’ipotesi che lei non sia sposata, ci sarà comunque Jack, sposato, a guardare lei, non sposata. Si tratta quindi di un indovinello il cui problema non è affatto la logica. È la pigrizia del cervello a determinare una risposta errata.

Difatti, coloro che sbagliano la risposta non riflettono abbastanza e prendono per vera la prima ipotesi che il cervello prepone. In seguito all’esperimento di Alex Bellos, lo stesso professore d’informatica dell’ Università di Toronto, nonché inventore dell’enigma degli sguardi, ha spiegato che l’indovinello non puntava affatto a essere difficile dal punto di vista della logica formale. La difficoltà era quella di riflettere sull’enigma leggermente più a lungo, senza prendere per vera la prima ipotesi. Lo status dei 3 protagonisti è di tipo binario, semplice, o X, o Y, ma in pochi hanno capito che Anna potrebbe essere sia X, sia Y, e che in relazione a questa sua facoltà la risposta è comunque univoca.

Fonte: www.dilei.it

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Perché nessuno riesce a risolvere l’enigma degli sguardi L’enigma degli sguardi ha mandato in cortocircuito diversi professori universitari, eppure è molto facile. Scopriamo insieme di cosa si trattaultima modifica: 2016-07-22T09:13:16+00:00da felicemerola

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